Binario Etico Compie 10 anni

10 Anni di Binario EticoSiamo partiti nell'ormai lontano 6 febbraio 2006 senza la minima idea di cosa fosse un modello di business, ma trascinati da un entusiasmo che ci ha portato a tagliare il traguardo dei 10 anni di attività. E non era affatto scontato!

Non è facile stare in un mercato dove i principi con cui si opera possono talvolta costituire un ostacolo, piuttosto che un punto di forza. Ciononostante ce l'abbiamo fatta e oggi siamo diventati finalmente in tanti a pensare che è possibile fare impresa attraverso la condivisione della conoscenza e la sostenibilità tecnologica.

Rifiuti elettronici: siamo al punto di partenza

Smart TrashUna recente indagine del Weee Forum ha evidenziato che in Europa solo il 35% dei rifiuti elettronici (Raee) dismessi da aziende o da privati sono entrati nei canali ufficiali di raccolta e riciclo. Il restante 65% di Raee - pari a 6,2 milioni di tonnellate - risulta esportato oppure riciclato in modo ambientalmente non corretto, o più semplicemente gettato tra i rifiuti indifferenziati.

Lo studio ha stimato infatti che oltre 750mila tonnellate di Raee finiscono nella raccolta indifferenziata e 1,3 milioni di tonnellate vengono inviate al di fuori dell’Europa senza adeguati controlli: di queste, circa il 30% (400mila tonnellate) sono realmente rifiuti (Raee), il restante 70% invece sono apparecchiature ancora funzionanti (Aee).

Open Altra Economia (OAE)

Open Altra EconmiaIl progetto OAE si è posto l'obiettivo, in accordo a direttive ed obblighi di legge regionali, di favorire il processo d'innovazione socio-economica rappresentato dalle esperienze di Altra Economia nella regione Lazio attraverso contributi tecnologici innovativi legati al mondo dei Linked Open Data e di applicazioni software aperte e libere sviluppate su di essi.

In particolare, i principali contributi del progetto sono stati: la produzione, gestione e distribuzione, in un formato standard, di Open Data aggiornati e dettagliati per quanto possibile su circa 600 attività di Altra Economia del Lazio; una piattaforma di servizio e di astrazione sugli Open Data, a disposizione di sviluppatori e tecnologi per semplificare operazioni di fruizione di questi attraverso applicazioni Web e mobili tradizionali; un'applicazione Web e, per la prima volta, un'app mobile per smartphone Android, sviluppate a titolo d'esempio e destinate agli utenti finali per consentire sia recuperi e visualizzazioni agevoli dei dati sull'Altra Economia del Lazio che un aggiornamento ed arricchimento di tali dati anche "dal basso" (i.e. crowd-sourcing).

Lipsia visionaria

Decrescita: Visioni e strategie per la trasformazioneNella prima settimana di settembre la tranquilla e vivace Lipsia è stata teatro della Quarta Conferenza Internazionale sulla Decrescita, una cinque giorni di workshop, incontri, conferenze, assemblee tematiche, proiezioni ed eventi collaterali che ha richiamato oltre tremila persone provenienti da tutto il mondo. La cultura Open Source non solo è stata una questione molto dibattuta, ma ha rappresentato il filo conduttore dell'intera manifestazione. Come diffondere e costruire collettivamente un'altra idea di futuro, così come immaginare il processo globale di decrescita è un tema che riguarda l'informazione, la circolazione e la fruizione dei dati, la possibilità stessa non solo di accedervi ma anche di potervi agire rendendo così possibile quella collettivizzazione delle esperienze comunitarie che prendono vita sempre più frequentemente, e in modalità molto differenti. Per costruire una cultura della Decrescita, è necessario insomma diffondere quella dell'Open Source, e ultimamente si sta sperimentando una sua nuova declinazione, orientata all'Open Hardware e Open Data: si tratta cioè dell’idea che anche l’hardware e i dati debbano essere aperti e facilmente accessibili, integrabili e "ingranabili" all’interno di altre applicazioni e manufatti presenti e futuri, come già avviene con il Software Libero. Molto interessanti, in particolare, le esperienze comunitarie di autocostruzione di strumenti per l’agricoltura e la bioedilizia(trattori, attrezzi per il taglio, per la produzione di mattoni, per la trasformazione di energia…), artefatti tecnologici progettati e offerti a tutti e a tutte attraverso licenze aperte e virali.  

Riportiamo di seguito il link dell'articolo della manifestazione di Comune-Info
http://comune-info.net/2014/09/decrescita-lipsia

 

Isole Canarie, Isole Open

Le isole Canarie aprono all'Open SourceVi avevamo annunciato, pochi mesi fa, la decisione dell'Uruguay di passare al Software Libero, attraverso l'obbligo di distribuire tutte le informazioni in almeno un formato aperto, standard e libero. A distanza di poco tempo, la lista dei paesi Open si è allargata, contando ad oggi Corea del Sud, Parlamento Europeo, Comune di Monaco e, notizia dell'ultim'ora, anche le Isole Canarie. Queste ultime grazie alla migrazione di circa 100 server da ambiente VMware a Red Hat Enterprise Virtualization, e il conseguente abbandono di Microsoft Office a favore di LibreOffice, hanno registrato un risparmio pari a 1 milione e 200 mila euro. L'esempio delle Isole Canarie, è l'ennesima prova che fare scelte attente all'ambiente e alla trasparenza, e dunque come abbiamo già sottolineato in precedenza, volte alla democraticità delle pratiche - anche istituzionali - possa avere un ritorno di tipo economico, oltreché, forse più importante, di tutela dei propri cittadini.

La Regione Lazio finalmente Open?

Software libero: Open Format and Open Data per proposta di LeggeNei giorni scorsi M5S ha presentato una proposta di legge alla Regione Lazio, la stessa legge approvata nel 2012 dalla Regione Puglia, concernente "Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti e hardware documentato". La legge ha lo scopo di veicolare l'utilizzo di formati liberi per la diffusione di documenti in formato elettronico, con lo scopo di avviare un processo di pratiche e normative che possa allargarsi alla produzione interna dei documenti nelle Pubbliche Amministrazioni. 19 sono gli articoli che vanno a comporre la legge, che prevede, tra gli altri i seguenti indirizzi: l'acquisizione e l'utilizzo di software libero da parte degli enti, la massima diffusione dei programmi informatici sviluppati come software libero da o per conto degli enti, la cooperazione tra gli enti e la cooperazione con terzi per la realizzazione di software libero che soddisfi bisogni condivisi, il miglioramento della qualità della vita e lo sviluppo delle iniziative economiche private legate al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico. Nonostante molti sarebbero i punti della legge da migliorare per renderla ancora più open, se dovesse essere approvata e dunque applicata, rappresenterà comunque una piccola ma importante vittoria per tutto il mondo del Software Libero, che da anni veicola senza sosta l'importanza della trasparenza e dell'accessibilità libera agli atti e ai documenti pubblici.